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immagine non disponibile   Il passato vulcanico di Marte
Autore: Coelum     Data: 3/31/2008
 

Le stupende immagini della High Resolution Stereo Camera (HRSC) a bordo della Mars Express non servono solamente a darci informazioni sul presente di Marte, ma ci possono anche svelare importanti avvenimenti del suo passato. L'ultima scoperta è stata presentata da Gerhard Neukum (Freie Universität di Berlino) nel corso della Lunar and Planetary Science Conference svoltasi a metà marzo a League City (Texas).

Neukum e i suoi collaboratori hanno utilizzato le immagini della HRSC per studiare la distribuzione dei piccoli crateri di Marte e da questa, determinando le età di ampie regioni superficiali del pianeta, ottenere informazioni sul susseguirsi di episodi di rinnovamento superficiale dovuti a violente eruzioni vulcaniche. L'idea è molto semplice: maggiore è il numero di crateri presenti in una regione e maggiore è il tempo che il flusso di meteoriti ha avuto a disposizione per lasciare il suo indelebile segno. Alcuni hanno avuto da ridire, anche recentemente, sulla validità del metodo, sostenendo che i piccoli crateri non siano riconducibili a separate cadute meteoritiche, bensì ai frammenti lanciati tutt'intorno in occasione degli impatti di maggiori dimensioni. Le immagini raccolte nel corso degli ultimi sette anni dalla Mars Global Surveyor, però, hanno mostrato che la formazione craterica è un meccanismo tutt'ora attivo e pertanto il metodo del conteggio dei crateri può essere giudicato corretto.

Quello che è emerso dall'analisi di Neukum è che il vulcanesimo responsabile del rinnovamento superficiale di Marte non è un processo tutto sommato costante, come avviene sulla Terra, ma presenta una successione di cinque violenti episodi verificatisi dopo le fasi iniziali di formazione planetaria e intervallati da periodi di relativa calma. Secondo la ricostruzione cronologica dei ricercatori, il primo dei cinque episodi di attività vulcanica si verificò circa 3.5 miliardi di anni fa, seguito, due miliardi di anni più tardi, da una seconda recrudescenza delle emissioni laviche. Il terzo episodio avvenne tra i 400 e gli 800 milioni di anni fa, il quarto si colloca 200 milioni di anni fa e l'ultimo un centinaio di milioni di anni or sono. Neukum e i suoi collaboratori stimano che l'incertezza sulla datazione degli episodi più antichi sia di 100-200 milioni di anni, mentre per quelli più recenti ritengono che l'errore sia dell'ordine di 20-30 milioni di anni.

Durante queste estese e violente eruzioni, non fu certamente solo la lava a diffondersi sulla superficie di Marte. L'intenso calore generato dall'attività vulcanica, infatti, avrà sicuramente portato in superficie anche grandi quantitativi di quell'acqua che è imprigionata nel sottosuolo di Marte, causando rapidissime inondazioni su larga scala. Secondo alcuni planetologi, questi episodi di intenso vulcanesimo potrebbero essere interpretati quasi come i tentativi di un pianeta di stabilire un sistema di tettonica a zolle. Un obiettivo che - per nostra fortuna - è stato pienamente raggiunto sul pianeta Terra, ma che su Marte non ha finora dato esito positivo. Questo, però, non significa che l'epoca del vulcanesimo marziano sia definitivamente tramontata. 'L'interno del pianeta - dice Neukum - non è ancora freddo, dunque può ancora succedere'. Certo che sarebbe un bel colpo assistere a una di queste eruzioni in diretta...

News inserita da: Giuseppe Lassandro

 




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